5/19/2013

Risky Architecture














Politecnico di Milano 
Scuola di architettura e società
laurea magistrale in "Architecture"
Design Studio #1
proff. Matteo Poli, Riccardo Mazzoni, Alessandro Rocca

5/13/2013

Ra Di Martino, Abandoned star wars film sets in the tunisian desert"




No More Stars
33°50’34 n 7°46’44
E Chot el-gharsa, Tunisia, 2010
© Ra di Martino

After spending over a month traveling around chott el djerid in tunisia, new york-based visual artist and filmmaker rä di martino has captured a series of photographs of the abandoned star wars film sets.

Titled 'no more stars,' the images of her collection showcase the ruins of luke skywalker’s home on the fictional desert planet Tatooine. Constructed out of mud, cement-covered MDF and coiled aluminum, the particular hot and dry climate has helped keep many parts of the sets intact, or buried under the sand. After years of deterioration, the remains seem to appear like ancient ruins and archeological sites.

5/07/2013

Cavalcavia Bussa Workshop, Milano

Workshop di progetto urbano diretto da Marco Navarra.

Naba offre la possibilità di partecipare gratuitamente a 9 studenti esterni
Naba offers 9 grants for a free participation of non Naba students

Mandare la richiesta di partecipazione entro il 15 maggio a / 
Send your application, by 15 May, to: Alessandro Rocca

4/29/2013

Triennale of Milan turns 80 years old




X Triennale, 1954, scalone d'onore. 
Stuoia su disegno di Giuseppe Aymone, sulla parete in fondo porta su disegno di Mirko Basaldella, soffitto realizzato con dischi colorati di vetro soffiato su disegno di Giuseppe Capogrossi (foto Ancillotti).

4/28/2013

Claudia Marcon, ILLEGALE AL 90%

Illegale al 90%. Forme instabili della strada
di Claudia Marcon

"La ricerca si concentra sulla strada come spazio pubblico, di confronto e di interazione sociale, ovvero da quelle funzioni che sono minacciate dalla crescente esigenza di circolazione. Questa situazione, da diversi punti di vista insostenibile, ha così determinato reazioni spontanee e processi di riappropriazione dello spazio strada in grado di porre la questione di un uso differente dello spazio pubblico e di elaborare strategie progettuali innovative capaci di restituire valore collettivo alla strada.
Questa ricerca non vuole definire un progetto per una città senza automobili, né ha la pretesa di saper leggere e interpretare il complesso dei fenomeni e delle dinamiche urbane che coinvolgono lo spazio pubblico. L’obiettivo è quello di sollecitare il cittadino a non assecondare il processo di conquista dello spazio strada da parte delle automobili ma anche individuare strumenti adeguati, allo scopo di suggerire nuovi modi flessibili di progettare lo spazio strada".

LetteraVentidue propone di sostenere la pubblicazione della tesi di dottorato di Claudia Marcon, che svolge attività didattica e di ricerca presso l'università di Trieste, e invita a diventare co-produttori dell’opera contribuendo attivamente alla nascita di questo libro attraverso una prevendita a prezzo scontato: 15,00€ invece dei 20,00€ ipotizzati per il prezzo di copertina.

Il versamento sarà richiesto solamente alla scadenza del crowfonding, in base alle copie prenotate. Raccolti i fondi, il libro verrà stampato ed inviato entro un paio di mesi.

Per saperne di più, visitate il sito di LetteraVentidue o scrivete a info@letteraventidue.com

7/29/2012

Concordia Workshop

from Domusweb

conc


University of Catania's ICSplat — a research platform focusing on landscape and new forms of architecture — has launched the New Concordia Island Contest, a competition for ideas responding to the shipwreck of the Costa Concordia, a cruise ship of the Costa Crociere company, out from regular service after the shipwreck on the night of 13 January 2012 on the Giglio Island. The competition has the aim of stimulating new future visions for the Giglio Island and the shipwreck, which will become as part of the same landscape and with the same identity. How can we rethink the future of these places? What could the shipwreck become if it remains aground for a period longer than a year? How will we program the disassembling and dragging of the parts? How to work with the shipwreck to build a form of memory? Is there any way to reconsider the Giglio island with this new outcropping rock that has changed the coastline? 

In recent decades the perception of disaster has fueled insecurity and collective fear by encouraging the development of technicist rhetoric that uses engineering as linear solution to the issues. A disaster takes such a social and cultural significance that technical knowledge and economies are forced to reorganize themselves exclusively within its logic. "Collapse" is a suspension of time that forces a rethink on the duration of the transformations and role of architecture: we need to think fast action in long-term visions. The "collapse" is the acceleration, determined by catastrophic events (landslides, floods, earthquakes), which triggers new immediate necessities; how can time be organized in different speed and forms? The collapse is the measure of erasing. Can architecture suspend erasure at the margins of disaster? Or, can it trigger mechanisms of metabolism and coexistence with the everyday life? Registration for the competition runs from 10 August (early registration) to 24 September (last registration deadline). Submissions must be entered by 25 September.

All information can be downloaded from the ICSplat website. 

7/08/2012

AND - Il museo delle cere


A.N.D.
Alessandro Altini, Maria Feller, Marta Geroldi, Luisa Giovenzana, Alessandro Rocca
Ameno, 2012

fluida malleabile sensibile al calore la cera rappresenta un ottimo modello di adattamento di reattività e di comportamento proattivo nei confronti delle situazioni di ogni giorno perciò and partecipa al museo diffuso con un museo che può essere in funzione degli interlocutori fuso confuso e persino sfuso senza negarsi la possibilità di utilizzare questi diversi stati fisici in contemporanea o con lievi sfalsamenti temporali attraverso l'insistente mutabilità della cera e i suoi stati di alterazione possiamo esplorare la condizione dei corpi l'entropia e la produzione e dispersione del calore attraverso la forma e conservarla per sempre il museo delle cere è dedicato al rapporto tra trasformazione e persistenza tra fluidità e rigore tra futuro e memoria
video


7/06/2012

il Museo delle cere - Ameno 6-7 luglio 2012




Fluida, malleabile, sensibile al calore, la cera rappresenta un ottimo modello di adattamento, di reattività, e di comportamento proattivo nei confronti delle situazioni di ogni giorno.
Perciò A.N.D. intende partecipare al museo diffuso con un museo che può essere, in funzione degli interlocutori, fuso, confuso e persino sfuso, senza negarsi la possibilità di utilizzare questi diversi stati fisici in contemporanea o con lievi sfalsamenti temporali.

Attraverso l'insistente mutabilità della cera e i suoi stati di alterazione, possiamo esplorare la condizione dei corpi, l'entropia e la produzione e dispersione del calore attraverso la forma e conservarla per sempre.
Il Museo della Cera è quindi dedicato al rapporto tra trasformazione e persistenza, tra fluidità e rigore, tra futuro e memoria.

And (Ameno, 6-7 luglio 2012)
(Alessandro Altini, Maria Feller, Marta Geroldi, Luisa Giovenzana, Alessandro Rocca)

7/03/2012

Workshop Giardino dei Giusti


WORKSHOP INTERNAZIONALE DI PROGETTAZIONE PAESAGGISTICA

Per ripensare il Giardino dei Giusti di Milano

Il Giardino dei Giusti di tutto il Mondo a Milano esiste dal 2003, alle pendici della collina del Monte Stella, il parco costruito nel dopoguerra da Pietro Bottoni utilizzando le macerie dei bombardamenti. Oggi ospita 22 alberi, dedicati a donne e uomini che hanno saputo opporsi ai genocidi e ai totalitarismi.
Foto di Gariwo
Foto di Gariwo

Dal 2008 è gestito dall'Associazione per il Giardino dei Giusti, formata dal Comune di Milano, dall'Unione delle Comunità ebraiche e da Gariwo, la foresta dei Giusti. Oggi  si sente la necessità di trasformare il Giardino in uno spazio di maggiore importanza architettonica e paesaggistica.

Ora 30 giovani architetti sono chiamati a una sfida affascinante: ripensare lo spazio del Giardino dei Giusti di tutto il mondo a Milano, sul Monte Stella, partecipando ad un workshop internazionale.

Modalità di partecipazione
Il workshop prevede la partecipazione di trenta progettisti, studenti, laureandi e neolaureati in architettura, architettura del paesaggio e industrial design, ed è aperto a candidati di qualunque nazionalità e provenienza. - Il workshop si svolge dal 13 al 21 settembre 2012 negli spazi della scuola di Architettura e società.
Le lingue ufficiali sono l’italiano e l’inglese.
- Chi intende partecipare al workshop deve inviare un curriculum dettagliato a: giardinodeigiusti@gmail.com, entro il 10 luglio 2012.
- La selezione avviene in base al curriculum, La lista degli ammessi sarà comunicata a tutti i candidati entro il 15 luglio 2012.
- La partecipazione è gratuita, con un contributo di 30 euro per spese di segreteria.

Comitato scientifico

Lorenzo Consalez (Scuola di Architettura e società, dip. Diap)
Gabriele Nissim (scrittore, presidente Gariwo)
Alessandro Rocca (Scuola di Architettura e società, dip. Diap)
Gianni Scudo (vicepreside Scuola di Architettura e società, dip. Best)
Stefano Valabrega (architetto, Gariwo)

Open Lecture
Francesco Bonami (critico d’arte, Milano – New York)
Neil Porter (Gustafson Porter Landscape Archtecture, Londra)
Gabriele Nissim (scrittore, presidente Gariwo)
Vittorio Emanuele Parsi (Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano)

Visiting Professor
Marco Bay (architetto del paesaggio)
Davide Dong Sub Bertin (Yellow Office)
Giancarlo Floridi (Politecnico di Milano)
Antonio Perazzi (architetto del paesaggio)

Docenti
Lorenzo Consalez (Politecnico di Milano)
Alessandro Rocca (Politecnico di Milano)
Antonio Ferrante (agronomo, Università Statale di Milano)
Stefano Laffi (sociologo, Università della Bicocca)

Coordinamento
Maria Feller (mari907@hotmail.com)
Giancarlo Zambù (uni.gianca@googlemail.com)
Efisia Cipolloni (vicepresidenza, Scuola di Architettura e società)
Tutor
Alessandro Altini, Ettore Bergamasco, Marta Geroldi, Camilla Vecchi


Locandina

6/29/2012

Alighiero Boetti - Game Plan




Alighiero Boetti: Game Plan
July 1–October 1

The International Council of The Museum of Modern Art Exhibition Gallery, sixth floor. The Donald B. and Catherine C. Marron Atrium, second floor.

This retrospective, organized in collaboration with the Museo Reina Sofía in Madrid and the Tate Modern in London, is the largest presentation outside of Italy of works by Italian artist Alighiero Boetti (1940–1994) to date. Organized chronologically, the exhibition spans Boetti's entire career, beginning with his sculptural works, or "objects," as he preferred to call them, comprised of everyday materials including wood, cardboard, and aluminum. While Boetti is often chiefly affiliated with the Arte Povera moment, Alighiero Boetti: Game Plan considers Boetti beyond these brief years. In 1969, Boetti began exploring notions of duality and multiplicity, order and disorder, and travel and geography, and he initiated postal and map works imagining distant places. The exhibition brings together these and other works related to travel, geography, and mapping, many of which relate to his extensive trips to Afghanistan, where Boetti collaborated with local artisans to produce his most iconic monumental embroideries. This exhibition celebrates the material diversity, conceptual complexity, and visual beauty of Boetti's art, and his notion that the artist, rather than inventing, simply brings what already exists in the world into the work.

6/17/2012

Studio Albori, 179 luoghi


Layers: American Nations


Indigenous Peoples reserve the right to define how and where we are represented in popular culture. We know that stereotypes and cultural mockery harms our children.

Some of the Nation names are a little dated. Nations are missing.. But overall, we like this map, for demonstrating that we are all different Cultures....with our own languages, stories, songs, belief systems, and ways of being. The Colonizers have done a great deal of damage in lumping us into one group of "Native Americans" or "Aboriginals". We are many, distinct Sovereign Nations. This map, at least, hints at that reality.
We encourage our Indigenous members to give a shout out to their Nation - especially if they notice that it is not marked on the map.


Zones of Exclusion - Uranium Cells

PERPETUAL ARCHITECTURE: URANIUM DISPOSAL CELLS OF AMERICA


2393
Green River Disposal Cell, Utah. Image from CLUI Archive, with flight support from Lighthawk, 2012.


This exhibit features large glowing black & white LCD images, from the archives of the CLUI, of a selection of uranium disposal cells in the southwest. In addition, interactive touchscreen map displays have more images and information about these unique structures.
More than 30 of these disposal cells have been constructed over the last 25 years, primarily to contain radioactive contamination from decommissioned uranium mills and processing sites. They are time capsules, of sorts, designed to take their toxic contents, undisturbed, as far into the future as possible.