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7/08/2012

AND - Il museo delle cere


A.N.D.
Alessandro Altini, Maria Feller, Marta Geroldi, Luisa Giovenzana, Alessandro Rocca
Ameno, 2012

fluida malleabile sensibile al calore la cera rappresenta un ottimo modello di adattamento di reattività e di comportamento proattivo nei confronti delle situazioni di ogni giorno perciò and partecipa al museo diffuso con un museo che può essere in funzione degli interlocutori fuso confuso e persino sfuso senza negarsi la possibilità di utilizzare questi diversi stati fisici in contemporanea o con lievi sfalsamenti temporali attraverso l'insistente mutabilità della cera e i suoi stati di alterazione possiamo esplorare la condizione dei corpi l'entropia e la produzione e dispersione del calore attraverso la forma e conservarla per sempre il museo delle cere è dedicato al rapporto tra trasformazione e persistenza tra fluidità e rigore tra futuro e memoria
video


7/17/2011

A.N.D. - theworldwithoutus




Installazione performance nel giardino di villa Obicini “Paesaggi mirati”, Ameno, 2 luglio 2011 - una produzione A.N.D. 2011 - Alessandro Altini, Maria Feller, Marta Geroldi, Luisa Giovenzana, Alessandro Rocca


foto Giulia Tosi 
foto Giorgio Caione


La stanza è disabitata. O, piuttosto, è occupata solo da un animale, in modo consapevole ma indifferente. Gli oggetti dell’uomo, le tracce superstiti, sono una memoria culturale e storica a cui la capra non è per niente interessata. Le sue funzioni vitali, la sua sicurezza possono trovare ricovero anche qui, tra i residui abbandonati di un habitat umano. Quello che avanza, che l’uomo lascia, è un Terzo paesaggio di cui la natura si riappropria. Le centrali esplose e per sempre radiottive di Chernobyl e Fukushima campeggiano nella nostra coscienza come due happening terribili e straordinari. Polvere sei e polvere tornerai, dicono le scritture, ma oltre alla polvere c’è altro, c’è lo spettacolo spaventoso e meraviglioso della natura, anch’essa contaminata e mutante, che vive e trasforma i resti dell’uomo. Il sublime contemporaneo trova nelle centrali atomiche abbandonate l’esperienza più compiuta. In questi luoghi di abbandono e di morte la vita in sé, il puro atto di respirare, di scambiare calore, di lasciare un’impronta sulla polvere, condensa la forza dell’incontro tra la vita e la morte. C’è quindi un erotismo radioattivo che alimenta un turismo di massa, milioni di visitatori sui test-site americani e nel Pacifico; un culto della radioattività che prolifera, nella blogsfera e su youtube, come una polvere finissima che si insinua dappertutto e cambia il colore e il sapore di ogni cosa.

foto Giulia Tosi 

7/05/2011

Sandra interpreta theworldwithoutus



La stanza è disabitata. O, piuttosto, è occupata solo da un animale, in modo consapevole ma indifferente. Gli oggetti dell’uomo, le tracce superstiti, sono una memoria culturale e storica a cui la capra non è per niente interessata.