Showing posts with label mostre. Show all posts
Showing posts with label mostre. Show all posts

1/20/2011

Ben van Berkel at Harvard University

Opening of the Kenzo Tange Visiting Professor Ben van Berkel’s exhibition ‘Motion Matters’ at Harvard University.
Gund Hall Gallery, Harvard University Graduate School of Design
48 Quincy St, Cambridge, MA 02138
Thursday 20th Jan, 5.30pm - 6.30pm



On the occasion of Ben van Berkel’s appointment to the Kenzo Tange Chair at the Harvard University Graduate School of Design, the exhibition Motion Matters will open in the Gund Hall Gallery on Thursday 20th January at 5.30pm.
.

5/10/2010

Biennale 2010, padiglione Italia

..
Il padiglione italiano alla biennale è un po’ come la nazionale di calcio, bene o male ci rappresenta tutti e d’altronde è un’occasione di riflessione collettiva che, se non scade nel regolamento di conti, può essere utile e interessante per tutti.

Mi sembra che, per quanto riguarda l’impostazione delle singole mostre dei padiglioni nazionali, ci siano due o tre regolette che garantiscono comunque un approccio interessante, regole non sufficienti però utili e forse necessarie per operare con trasparenza ed efficacia.

Provo a sintetizzarle in tre punti:
1. Ci vuole un tema preciso, problematico, interessante, glocal (più l’ambito è ristretto e meglio è), cioè importante sia sul piano particolare che generale;
2. Ci vuole un rapporto chiaro tra il curatore, che è una figura di tramite tra i doveri istituzionali e la fase progettuale, gli operatori, gli “ospiti” (spesso è uno solo, come furono Arata Isozaki, Kazuyo Sejima e Junya Ishigami, autori, per il Giappone, di magnifiche installazioni) che, seguendo le linee tratteggiate dal curatore, ne danno una lettura personale, autoriale, fortemente orientata;
3. La mostra è una testimonianza di qualcosa di molto specifico (progetti, ricerche, inchieste) che può presentarsi come una proposizione originale, nuova e provocatoria che punta a rinnovare la cultura architettonica.
Proviamo a specchiare queste regolette nel loro contrario:
1. Un tema indistinto, generico, autoreferenziale, provinciale, slegato da qualsiasi problema reale. Ipotesi che si biforca in due strade alternative ugualmente negative: un tema contenitore, finto, oppure molti temi, troppi, in modo che tutti ci possano trovare qualcosa che, più o meno indirettamente, li riguarda. Di solito il risultato oscilla tra i due estremi del caos ambiguo e poco comprensibile e dell’elencazione di sapore burocratico. Qualche volta si riesce a ottenere i due effetti opposti contemporaneamente, con un gioco di prestigio, un compromesso impossibile tipicamente italiano.
2. Il curatore distribuisce ruoli e responsabilità in una pletora di referenti in un sistema molto complicato. L’unica cosa sicura è la confusione tra curatori e autori e il prevalere della burocrazia più o meno storiografica (elenchi, raccolte di documenti, retrospettive, approfondimenti, di subordinata in subordinata…) sul progetto.
3. La mostra assume come tema il paese che rappresenta: passato, presente e futuro, collegati e gerarchizzati a seconda delle circostanze. E’ una scelta che molti curatori fanno mossi da due ragioni, o perché non hanno niente da dire oppure perché non possono dire niente. Il risultato, almeno secondo i miei ricordi, è sempre una soporifera documentazione di cose mediocri.
..
.