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11/20/2010

la prossima Biennale di Venezia

Su Abitare Web Fabrizio Gallanti contesta duramente il padiglione italiano all'ultima biennale e pone questioni che secondo me, magari in modo più sommario, ci siamo posti in tanti.
Perlomeno, abbiamo subito il fatto che la mostra richiede tempi ed energie superiori rispetto alla già lunghissima passeggiata Arsenale + giardini.
Penso che Luca Molinari dovrebbe rispondere, penso che il fatto che di queste cose non si discuta sia un indicatore molto esplicito del problema.
Condivido assolutamente i suggerimenti di Salvatore d’Agostino: in Italia i personaggi, i fenomeni e i luoghi interessanti abbondano. Salvatore cita Armani a Dubai e il progetto di riconversione urbana della fiera di Milano Citylife.

Per la prossima Biennale 2012 propongo tre temi:

- il rapporto tra smaltimento dei rifiuti e paesaggio italiano;

- indagini, idee e progetti per rimediare al disastro idrogeologico: Messina (vedi il lavoro di Marco Navarra), VIcenza e Padova, Riviera di Ponente, ecc.;

- archeologia: gestione e progettazione dei siti archeologici. Un tema di rilevanza internazionale ben oltre il recente infortunio di Pompei;

Alla prossima Biennale manca solo un anno e mezzo, le polemiche e le discussioni possono essere una utile base di discussione per chi farà il prossimo padiglione Italia.
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5/10/2010

Biennale 2010, padiglione Italia

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Il padiglione italiano alla biennale è un po’ come la nazionale di calcio, bene o male ci rappresenta tutti e d’altronde è un’occasione di riflessione collettiva che, se non scade nel regolamento di conti, può essere utile e interessante per tutti.

Mi sembra che, per quanto riguarda l’impostazione delle singole mostre dei padiglioni nazionali, ci siano due o tre regolette che garantiscono comunque un approccio interessante, regole non sufficienti però utili e forse necessarie per operare con trasparenza ed efficacia.

Provo a sintetizzarle in tre punti:
1. Ci vuole un tema preciso, problematico, interessante, glocal (più l’ambito è ristretto e meglio è), cioè importante sia sul piano particolare che generale;
2. Ci vuole un rapporto chiaro tra il curatore, che è una figura di tramite tra i doveri istituzionali e la fase progettuale, gli operatori, gli “ospiti” (spesso è uno solo, come furono Arata Isozaki, Kazuyo Sejima e Junya Ishigami, autori, per il Giappone, di magnifiche installazioni) che, seguendo le linee tratteggiate dal curatore, ne danno una lettura personale, autoriale, fortemente orientata;
3. La mostra è una testimonianza di qualcosa di molto specifico (progetti, ricerche, inchieste) che può presentarsi come una proposizione originale, nuova e provocatoria che punta a rinnovare la cultura architettonica.
Proviamo a specchiare queste regolette nel loro contrario:
1. Un tema indistinto, generico, autoreferenziale, provinciale, slegato da qualsiasi problema reale. Ipotesi che si biforca in due strade alternative ugualmente negative: un tema contenitore, finto, oppure molti temi, troppi, in modo che tutti ci possano trovare qualcosa che, più o meno indirettamente, li riguarda. Di solito il risultato oscilla tra i due estremi del caos ambiguo e poco comprensibile e dell’elencazione di sapore burocratico. Qualche volta si riesce a ottenere i due effetti opposti contemporaneamente, con un gioco di prestigio, un compromesso impossibile tipicamente italiano.
2. Il curatore distribuisce ruoli e responsabilità in una pletora di referenti in un sistema molto complicato. L’unica cosa sicura è la confusione tra curatori e autori e il prevalere della burocrazia più o meno storiografica (elenchi, raccolte di documenti, retrospettive, approfondimenti, di subordinata in subordinata…) sul progetto.
3. La mostra assume come tema il paese che rappresenta: passato, presente e futuro, collegati e gerarchizzati a seconda delle circostanze. E’ una scelta che molti curatori fanno mossi da due ragioni, o perché non hanno niente da dire oppure perché non possono dire niente. Il risultato, almeno secondo i miei ricordi, è sempre una soporifera documentazione di cose mediocri.
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